venerdì 20 luglio 2007

Nebbia, fiamme e strali di luce

Le settimane successive all’incidente trascorsero nella normalità di una tipica famiglia Halfling (ciò vuol dire: lavori domestici; artigianato; colazioni, pranzi e cene… Soprattutto, colazioni pranzi e cene!!!).I miei genitori continuavano però a tenermi d’occhio, anche se con discrezione, preoccupati che potesse accadermi qualcos’altro di “strano”.
Io non mi accorgevo di nulla: per me tutto era ripreso come al solito, e la vicenda dell’orso era ormai dimenticata.
Purtroppo pochi giorni dopo il mio ottavo compleanno, mentre si era nel pieno dell’estate, Harenk Sol venne nuovamente attaccato dai Lucertoloidi.
Solo che questa volta quei predoni scagliosi si erano ben organizzati: avevano tra le loro fila almeno due Shamani, fruitori di magia dai poteri legati a filo doppio con le forze naturali.
Poco dopo l’alba, infatti, una misteriosa e densa nebbia scivolò dalle colline a nord verso il villaggio, muovendosi decisamente in direzione opposta alla brezza che spirava, come ogni mattina, dal mare. In pochi minuti tutto Harenk Sol fu ricoperto da un innaturale manto di umidità lattea, tanto spesso da impedire di vedere a più di qualche palmo dal proprio naso.
L’olfatto acuto dei Lucertoloidi permetteva però loro di muoversi agevolmente nella nebbia e di attaccare senza particolari limitazioni: in breve tempo riuscirono a saccheggiare metà delle capanne e a bruciare la stalla e il granaio.
Io di quel giorno ricordo poco: la nebbia, le urla di terrore dei miei concittadini mescolate a quelle di trionfo dei Lucertoloidi. Mia madre, Celdya, e le mie sorelle mentre fuggivano in cerca di un rifugio, e io con loro.
E mio padre, in piedi, con una spada stretta tra le mani e protesa verso due predoni, pronto a difendere la nostra fuga a costo della vita. Poi un nuovo urlo, di rabbia, uscito dalle sue labbra, un salto in avanti, il cozzare delle spade, e la caduta, lenta, inesorabile, di uno degli assalitori, colpito a morte da mio padre.
Ricordo che mi svincolai da mia madre, e mi voltai del tutto verso di lui, fiero e affascinato… E fu allora che vidi le sagome incappucciate degli Shamani gesticolare verso mio padre; e subito dopo un singolo dardo scaturire dalle dita squamose di ciascuna delle due creature e colpire mio padre in pieno petto.
Onestamente, non ricordo cosa accadde dopo.
Mia madre, quando fui abbastanza grande per capire, mi raccontò che, piangendo, urlai verso gli Shamani, ripetendone forsennatamente i gesti; e allora anche dalle mie dita scaturì un dardo di luce. E poi un altro, e un altro, e un altro, e un altro ancora…
Finché dei due Lucertoloidi non rimasero che dei cadaveri fumanti.
A quel punto la nebbia si dissolse miracolosamente, e io svenni.
Rimasi in stato di incoscienza per ben tre giorni, durante i quali mia madre e mio padre (che nel frattempo andava rimettendosi dalla ferita, brutta, si, ma non mortale) si presero cura di me e contemporaneamente rifletterono sul mio futuro.
Intanto gli altri abitanti del villaggio avevano avuto la meglio sui Lucertoloidi i quali, privati della magia dei loro Shamani, persero gran parte della loro baldanza…
Fu una grande vittoria per gli abitanti di Harenk Sol: talmente grande che per tutti i cinque anni successivi i Lucertoloidi non si fecero vedere.
Ma per me fu soprattutto l’inizio della seconda parte della mia vita…

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